martedì 26 novembre 2019

Gli scarti organici dei pesci come valida alternativa alla plastica

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MarinaTex è un nuovo materiale bioplastico che potrebbe sostituire la plastica monouso in una moltitudine di applicazioni. A fare la scoperta è stata la studentessa Lucy Hughes.
L’ispirazione principale di Hughes è nata dalle squame dei pesci e questa illuminazione le è valso il premio internazionale James Dyson.
Le pelli e le squame di pesce hanno un grande potenziale grazie alla loro flessibilità e grazie alle proteine che garantiscono una grandiosa forza elastica. Inoltre il tessuto si biodegrada in meno di sei settimane e non contamina il suolo.
Il progetto della Hughes è iniziato come un’indagine su come ridurre lo spreco di pesce, che ad oggi, secondo le stime delle Nazioni Unite, si aggira intorno alle 50 milioni di tonnellate prodotte in tutto il mondo ogni anno.
“Stavo cercando di capire come utilizzare quel flusso di rifiuti e aggiungere valore a tali rifiuti. Quando ho sentito le pelli e le squame nelle mie mani, ho potuto vedere che c’era un potenziale rinchiuso in esso. Era così flessibile e forte.”
 

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