Visualizzazione post con etichetta Psicologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Psicologia. Mostra tutti i post

giovedì 5 dicembre 2019

A te che mi stai leggendo

Ciao, oggi voglio scriverti un articolo-messaggio. Sì, parlo proprio con te che mi stai leggendo in questo istante, non importa dove tu sia. In questo articolo volevo ricordarti alcune cose che, probabilmente, potrebbero servirti.
Ricorda che tu sei qui e segui questo percorso di crescita psico-fisico-spirituale, se mi stai leggendo non può essere diversamente, GRAZIE, e non per colpa, al tuo passato. Il tuo passato, infatti, per quanto duro e difficile possa essere stato, ti ha obbligato/a al CAMBIAMENTO, al vedere le cose sotto un'altra ottica, quella che ti ha permesso di lasciarti alle spalle un bel pò di zavorra e di diventare una persona diversa, migliore.
(Immagine presa dal web)
Ricorda che tutte le persone che hai incontrato, ciascuna con la propria personalità, NON SONO ENTRATE PER CASO a far parte della tua Vita, sia pure per alcuni anni, giorni, ore, non importa. Quel che importa è che, ciascuna di loro, ad un certo punto della tua Vita, ha incrociato il tuo cammino per interagire con te allo scopo di crescere assieme. Sai che c'è? Non sempre le persone che ti faranno crescere saranno le più dolci, le più sincere, le più sensibili. 
Ciò perchè la crescita avviene attraverso il confronto fra persone che la pensano in modo diverso l'una dall'altra, diversamente non ci sarebbe occasione, nessun dono per te. Infatti, chi ha idee simili o uguali in tutto e per tutto all'altro/a, fa parte della massa e non potrà mai migliorare/cambiare in alcun modo il nostro bel mondo.
(Immagine presa dal web)
Ricorda che, se le persone che più amavi al mondo non ci sono più, ciò è soltanto pura illusione. Se ci rifletti bene, infatti, capirai che ciò che dico è vero: anche se il partner decide di separarsi da te o una persona cara decide, per scelta animica, di lasciare il suo corpo fisico, in realtà rimarrà sempre in te la sua energia, quella che avete avuto occasione di scambiarvi durante le vostre interazioni quotidiane.
In te rimarranno tutte le cose che da loro avrai appreso e compreso, ne uscirai in ogni caso una persona diversa, migliorata. L'importante è che non ti concentri sul vuoto da essi lasciato ma che, piuttosto, volgi lo sguardo al tuo interno, ciò allo scopo di poter vedere, chissà non te ne fossi accorto/a prima, i doni psichici e spirituali che avranno saputo farti.
(Immagine presa dal web)
Ricorda che, solo quando inciampi e cadi impari a rialzarti. A volte fa più male vedere cadere una persona a noi cara perchè, in quel caso, dovrà essere lei ad avere la forza di rialzarsi, noi potremo starle solo vicino senza interferire mai nel suo cammino evolutivo, tranne che non ce lo chieda espressamente sotto forma di aiuto.
Arriverà il giorno in cui imparerai a divertirti nel rialzarti, diventando uno/a stunt delle capriole, trasformando le cadute in un'abile acrobazia per poterti prontamente rialzare e sorridere agli eventi, alla Vita e a chi ti vuol bene.
(Immagine presa dal web)
Ricorda, infine, che la solitudine non esiste. Se ti hanno abituato/a ad usare questa parola o, peggio, a temerla, cancellala dal tuo vocabolario ed impara ad amare te stesso/a, qualsiasi situazione tu stia vivendo in questo momento, anche quando tutti sembrano averti voltato le spalle. In realtà, se pensi che la gente ti abbia voltato le spalle, spesso ciò è frutto delle tue ASPETTATIVE affinché gli altri facciano, dicano e pensino come vuoi tu.
Non sempre è così, ognuno ha il suo modo di vedere, sentire, percepire la Vita, è naturale sia così. Ciò che non è naturale è l'avere aspettative. Imparando ad amarti ed accettarti COSI' COME SEI, senza voler più cambiare nemmeno un colore alle sfumature della tua Vita, ecco, in quel momento accadrà la magia: diventerai libero/a ed indipendente, nessuno/a potrà farti più del male, semplicemente perché tu sarai stato/a capace di riprenderti il tuo potere perché avrai avuto il coraggio di guardare e VEDERE dentro di te scoprendo, in questo modo, che IL MONDO E' DENTRO DI TE, FUORI E' SOLO UNA TUA PROIEZIONE MODIFICABILE, DOPO AVERNE PRESO COSCIENZA, IN MANIERA ISTANTANEA.
(Immagine presa dal web)
Ti ringrazio, lettore o lettrice che tu sia, per avermi permesso di condividere con te queste mie percezioni sulla Vita, ti auguro buon cammino, testa leggera, sorriso in volto e ZERO ASPETTATIVE. 
Vincenzo Bilotta
 

mercoledì 29 marzo 2017

Le emozioni positive rinforzano il sistema immunitario



“Dare priorità alle idee e ai sentimenti positivi senza lasciarsi minacciare da quelli negativi è il miglior modo per raggiungere la felicità e per evitare alcune malattie”
Platone considerava le emozioni importanti quanto la ragione e i bisogni fisici di base, Aristotele le considerava tendenze biologiche di base nell’esperienza affettiva.

Cos’è che ci fa vivere più a lungo e più felici?

Le emozioni positive ci fanno senza dubbio vivere più a lungo. Se le emozioni negative avviano nell’organismo processi chimici negativi, perché quelle positive non dovrebbero avviare processi positivi?
“Essere felici non significa lasciare da parte i problemi o non dare importanza a quello che ci succede. Si tratta di una filosofia di vita che può apportarci più benefici di quanto pensiamo”
Quando vediamo il mondo buio, ci focalizziamo solo sulle cose negative e viviamo in uno stato perenne di stress, il corpo reagisce producendo maggiori quantità di steroidi, che attaccano il nostro sistema immunitario.
Si è, infatti, scoperto che il sentimento della felicità influenza direttamente la salute e la longevità di ognuno di noi, e che il pessimismo, lo stress acuto, il sentirsi in balia del destino, i sentimenti di ostilità e di aggressione verso gli altri, sono tutti fattori di rischio molto rilevanti per la nostra salute, non solo mentale, ma anche fisica.

Studi su studi ed esperimenti su esperimenti lo confermano

L’infelicità è un fattore di rischio molto rilevante, mentre la felicità costituisce la protezione della salute più efficace che abbiamo a nostra disposizione. La miglior polizza sulla salute a costo zero. E, inoltre, influenza anche la longevità.
Un esempio: il corpo umano è portato a reagire sempre a ciò che viene comunemente chiamato stress, attivando nel nostro organismo un’attività di reazione detta “combattimento e fuga”. A livello fisico si attivano delle reazioni (ulteriore secrezione di ormoni, restrizione dei vasi sanguigni, aumento dell’attività di cuore e polmoni) che, se non terminate rapidamente, sono decisamente dannose.
In questo caso, infatti, il cervello diminuisce la memoria, il sistema immunitario si deteriora, aumenta il rischio di depressione e insonnia, e di altre malattie croniche.
Le persone che soffrono di malattie croniche o di qualche problema di salute grave possono, pertanto, migliorare o peggiorare, in base al loro stato d’animo. Ad esempio, se sono depresse o angosciate, la patologia avanza o si sviluppa con maggiore resistenza rispetto a chi è speranzoso o ottimista.

Per prevenire o per curare qualsiasi malattia, la migliore cura è la felicità

Il tuo stato d’animo si ripercuote notevolmente sulla tua salute fisica e mentale. Se dunque assumi un atteggiamento negativo non solo attrae i problemi, ma anche le malattie.
All’inizio dello scorso secolo, lo psicologo francese Émile Coué sviluppò una terpia che includeva tecniche di cura tramite l’autosuggestione e l’ipnosi. Diceva ai suoi pazienti di ripetere questa frase: “Sto molto meglio, provo meno dolore e mi sento bene”. Alcuni anni più tardi il dottor Madan Kataria creò ciò che comunemente chiamiamo “Terapia del sorriso”. Questa tecnica dimostrò la stretta relazione tra salute mentale e fisica.
“Le emozioni negative debilitano il nostro sistema immunitario, mentre quelle positive sono come medicine naturali di cui abbiamo bisogno per impedire alle malattie di avere la meglio su di noi”

Come puoi rinforzare il tuo sistema immunitario

Impara ad allenarti all’automotivazione! Diceva Sigmund Freud “il pessimismo fa ammalare”, io direi che si può anche riformulare la frase contraria: “l’ottimismo ci fa guarire”.  Quindi cosa puoi fare per migliorare il tuo senso di felicità e di conseguenza la tua salute?

1) Predisponiti vero il prossimo

Condividere e donare, assolutamente non solo e non principalmente denaro, ma affetto, coccole, idee, tempo, attiva le aree del cervello connesse con il piacere. Stimola la connessione sociale, la sensazione di fiducia e di sicurezza. Fare qualcosa per l’altro è uno straordinario doping (si producono endorfine) e attiva il meccanismo della reciprocità.
E ora chiediti: che cosa faccio per aiutare gli altri?

2) Crea una bella rete di relazioni sociali

Relazioni sociali solide e amorevoli danno felicità, salute e longevità. Aumentano la nostra percezione di ricchezza e l’autostima. Il senso di appartenenza ci supporta nella quotidianità. Le relazioni sono il più grande contributo “esterno” alla nostra felicità e mettere le persone davanti a tutto il resto è una della scelte più sane e produttive che si possano fare per migliorare la nostra qualità di vita. Ci si adatta a tutto ma non ci si adatta al conflitto interpersonale: si rimugina sul dissidio e ci danneggia ogni singolo giorno.
E ora chiediti: chi conta di più per me?

3) Fai esercizio. Prenditi cura del tuo corpo

Mens sana in corpore sano. L’attività fisica e un corpo in buono stato di salute migliorano il nostro umore e ci fanno sentire più efficaci in quello che facciamo. Quindi, mangiare bene, esercitarsi, stare all’aria aperta e non vivere con la testa perennemente immersa nello smartphone ci aiutano a dormire bene e ad essere più in equilibrio con noi stessi e quindi più felici.
E ora chiediti: che cosa faccio per mantenermi in forma?

4) Apprezza ogni cosa. Apprezza il mondo che ci circonda.

Vivi il momento, l’hic et nunc. Sii presente e consapevole, focalizzata e aperta al mondo. Non vivere nel passato e non preoccuparti per il futuro. Mantieni la sintonia con te stessa e con i tuoi sentimenti.
Inoltre la meditazione Mindfulness fa bene e rende più felici e ci rende più efficienti e produttivi. Meditare con continuità provoca cambiamenti strutturali del cervello, migliora l’apprendimento e la memoria e modifica strutture cerebrali associate con la consapevolezza di sé, la compassione e l’introspezione.
E ora rifletti: quando riesci a fermarti e a guardare veramente il mondo intorno a te?

5) Prova. Impara sempre cose nuove

Non fermarti mai. Cerca sempre nuove idee, nuovi stimoli. Sii curiosa e sempre impegnata in nuove scoperte. C’è un sacco di più di quello che immagini là fuori! Raggiungere traguardi, anche piccoli, aumenta l’abitudine a considerarsi persone di successo e alimenta la fiducia in sé stessi.
E ora chiediti: quali nuove cose ho sperimentato recentemente?

6) Poniti obiettivi da raggiungere

L’atteggiamento nei confronti del futuro è importante per la nostra felicità. Tutti abbiamo bisogno di obiettivi per motivarci e devono essere sfidanti ma anche raggiungibili, devono stimolarci ma non essere così ambiziosi da provocare stress e senso di frustrazione o da bloccarci come un coniglietto Duracell che ha finito troppo presto le batterie. Impara a creare e a formalizzare dei buoni obiettivi, che siano ambiziosi ma alla tua portata: alza l’asticella e credi in te stessa e nella tua capacità di sviluppare il lavoro utile a conseguirli.
E ora chiediti: quali sono i miei più importanti obiettivi?

7) Resilienza. Trova risorse utili per reagire di fronte alle avversità

La Resilienza è la capacità di reagire di fronte agli eventi traumatici che la vita ci propone, la capacità di ricostruirsi sempre migliori e “senza mai perdere la tenerezza”. La Resilienza è uno skill: si può imparare. Non possiamo modificare ciò che ci accade: possiamo solo intervenire sul nostro modo di reagire agli eventi e di andare oltre, di crescere e di progredire nonostante tutto.
E ora chiediti: come reagisco nei momenti duri della vita?

8) Predisponiti verso un atteggiamento positivo

Cercare di avere sempre un atteggiamento positivo nei confronti degli eventi e di vedere il bicchiere mezzo pieno crea, nel tempo, un meccanismo che ci aiuta a costruire le risorse per essere più felici e robusti. Le emozioni positive creano una “spirale ascendente” che induce positività.
Cercare sempre di provare emozioni positive (come la gioia, la gratitudine, l’appagamento, il senso di orgoglio per qualcosa che si è fatto) aumenta la nostra capacità di trovare nuovi modi di procurarci queste emozioni positive. Non significa “divertirsi”, significa trovare l’equilibrio tra l’esigenza di essere realisti e la legittima aspirazione alla felicità e al provare sensazioni gradevoli.
E ora chiediti: che cosa mi fa sentire bene?

9) Accettati. Accetta chi sei

Non sei perfetta, ma puoi essere felice, è un tuo diritto esserlo. Ed è un tuo diritto accettarti ed essere a tuo agio con te stessa. Sii gentile con te stessa, non sei perfetta ma puoi lavorare con amore sulle tue aree di miglioramento. Smettila di paragonarti agli altri : tu non sai e non puoi sapere di che cosa è fatta la loro vita. Se non accetterai te stessa non sarai veramente in grado di accettare gli altri per ciò che sono.
Considera ciò che sei e ciò che hai: conta molto di più di ciò che credi ti manchi. Fai delle parole di Oscar Wilde uno dei tuoi mantra : “Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore che dura tutta la vita”
E ora chiediti: sono davvero obiettiva nel descrivermi?

10) Dai senso alla tua vita. Considerati parte di qualcosa di più grande

Le persone che sanno dare uno scopo ed un significato alla loro vita sono più felici. Non importa dove trovi significato e scopo: può essere una fede religiosa, può essere l’educazione dei tuoi figli. La risposta è tua e solo tua e ha un unico requisito: deve trascenderti.
E ora chiediti: che cosa da significato alla mia vita?
PER CONCLUDERE…..
Tutti gli studi sulla felicità che si sono sviluppati da qui agli ultimi 20/30 anni hanno confermato un solo e unico risultato: è la qualità delle nostre relazioni sociali ed affettive a determinare buona parte della nostra salute e della nostra longevità.
Concludendo, dunque, possiamo dire che bisognerebbe organizzare la propria vita in modo tale da avere la possibilità di dare maggiormente peso alle cose che sono importanti per la nostra felicità, per le nostre relazioni, e, di conseguenza, per la nostra salute.

 http://psicoadvisor.com/le-emozioni-positive-rinforzano-sistema-immunitario-7019.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Psicoadvisor+%28Psicoadvisor%29

mercoledì 16 novembre 2016

Non mi attrae nessuno: perchè?

att
Incontri sempre tanta gente ma non scatta mai la scintilla. Magari qualcuno, sulla carta, ha le caratteristiche giuste per piacerti, eppure non sei attratta da lui! C’è sempre quel brivido che manca… Proviamo a scoprire insieme il perché. 

Se, da un lato, molte donne (e uomini) hanno paura di vivere i rischi dell’amore e fanno di tutto per sabotare una relazione, dall’altro, molte donne (e uomini) hanno difficoltà a lascirsi andare e a provare quel “certo trasporto” verso qualcuno. Le probabili cause sono numerosissime, proviamo a esaminarne qualcuna.
Se l’amore non entra nella tua vita, è solo perché non gli dai il permesso di entrare.

Non hai ancora incontrato la persona giusta

Sembra banale ma anche questa può essere una causa. Se vivi in una grande città e conduci una vita movimentata (palestra, lavoro, università, uscite con amici…), questa opzione è da scartare.
Al contrario, se vivi in una piccola periferia e non hai molte occasioni di condivisione, questa potrebbe essere la vera causa. In queste circostanze, l’unica cosa che devi fare è uscire di più per interfacciarti con diverse tipologie di persone. Forse hai solo bisogno di incontrare facce nuove. Attenzione, spesso il “non ho incontrato ancora la persona giusta” è soltanto una scusa e lo capirai nei prossimi paragrafi.

Sei emotivamente non disponibile

Può accadere che le persone sperimentino dentro di sé una grande confusione negli affetti: un po’ perché temono di essere protagonisti di una storia che li porterebbe a soffrire, un po’ perché, inconsciamente, non si sentono completamente libere.
In genere, si finisce per non sentirsi liberi quando non si hanno idee chiare su ciò che si desidera. È proprio questo “non sapere ciò che si vuole” a non lasciare liberi di legarsi a una persona.
In questo contesto, il problema non è “non essere attratti da nessuno” ma l’indisponibilità emotiva. Per migliorare la situazione bisogna fare molta introspezione: cosa ti tiene in trappola in questo limbo? Forse una delle successive cause.

Non ti sei lasciata il passato alle spalle

A volte, invece, impedisce di innamorarsi l’avere legami con persone del passato che non sono necessariamente ex fidanzati! Per esmepio, una madre simbolica, verso la quale si mantiene un forte, ma ambivalente legame (di amore e odio), può costituire un autentico freno a mano all’innamoramento, all’attrazione e al lasciarsi andare in ambito affettivo. Non solo con la madre, spesso potrebbe essere il legame emotivo con il padre a causare lo stesso disagio nelle donne, giovani o mature che siano.

In queste circostanze, per sentirsi finalmente liberi di vivere l’amore bisognerebbe assumersi la responsabilità (molto grande) di superare tale legame. Non sempre si è in grado di gestire questo distacco e ciò comporta conseguenze a 360°: non ci sente sufficientemente adulti non solo per l’amore, ma anche per altre attività (evolversi nel lavoro, terminare gli studi, cambiare città o fare un salto di qualità nella propria vita).

Nessuno è abbastanza interessante:
trovi difetti in tutti

Se pensi che il problema siano gli altri, vuol dire che non ti conosci a fondo. Proprio perché non ti senti libera di intraprendere una tua storia autonoma, nessuno ti appare abbastanza interessante.
Può passarti davanti chiunque, non ti sembrerà la persona giusta e non riuscirai ad apprezzarne le caratteristiche. Pur di restare nell’indecisione e di allontanarti dall’idea di un’emancipazione emotiva, riesci a scorgere solo i difetti degli altri.
Se riesci a trovare difetti in tutti, è proprio perché cerchi di evitare la relazione, per non coinvolgerti e per difenderti dalla tanto temuta emancipazione emotiva.
Sottolineando i difetti degli altri, però, corri il rischio di attaccarti a un’idea dell’amore che non esiste, a un immagine del partner ideale distante dalla realtà. In questo contesto corri il rischio che lui o lei non ti piacerà mai!

Hai paura di crescere

Non riuscire ad innamorarsi potrebbe avere correlazioni con la paura di crescere. Questo timore può riallacciarsi al legame simbiotico che ti porti dietro con uno dei tuoi genitori o ad altri retaggi del passato che potrebbero avere radici molto lontane.
In questo caso, si evitano le relazioni per perseguire l’obiettivo inconscio di non crescere, perché crescere ti fa paura, anche se non dovresti averne motivo.
La crescita emotiva e personale ti farà sentire più libera, più forte e più soddisfatta. Purtroppo, come molti già sanno, il nuovo, quando si è ancora insicuri, può essere vissuto come una catastrofe, e per questo si preferisce rimandare il cambiamento. Non è un caso che in greco “catastrophè” significa proprio cambiamento.

Hai paura dell’amore

Si chiama philofobia ed è tecnicamente la paura dell’amore, una fobia vera e propria. In questo contesto innamorarsi spaventa, la persona vi percepisce dietro una minaccia e deve quindi starne alla larga evitando tutte le situazioni che in qualche modo lo tengano in contatto con la situazione temuta.
Chi soffre di philofobia vede dietro l’innamorarsi e nel condividere con l’altro i propri sentimenti un “mettersi a nudo”, mostrando quindi all’altro la parte reale di se stessi, quella priva di formalismi e in un certo senso più intima, privata (Manucci, Curto, 2003).

http://psicoadvisor.com/non-mi-attrae-nessuno-perche-5526.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Psicoadvisor+%28Psicoadvisor%29

lunedì 14 novembre 2016

L’errore più grande che commettiamo quando scegliamo un partner



tim-urban-come-scegliere-partner-vita-orig_main
Quali sono i fattori che portano tante persone a ritrovarsi legate per la vita al compagno sbagliato? Tim Urban lo spiega in modo ironico con alcune illustrazioni.
A un single frustato, la vita potrebbe spesso apparire così:
download
A prima vista, la ricerca scientifica sembrerebbe supportare questa visione e suggerire che le persone sposate sono in media più felici dei single, e molto più felici delle persona divorziate.
Ma un’analisi più attenta rivela che se si dividono le persone sposate in due gruppi, in base alla qualità del matrimonio, “le persone che dichiarano di avere un matrimonio insoddisfacente sono alquanto infelici, e molto meno contente delle persone non sposate; mentre le persone che pensano di avere un buon matrimonio sono anche più felici di quanto risulti dagli studi in materia”.

In altre parole, ecco come stanno realmente le cose:

download-1
Le persone single che si sentono insoddisfatte dovrebbero in realtà ritenersi in una posizione piuttosto incoraggiante rispetto a quella delle persone coinvolte in certi rapporti. Un single che vorrebbe avere una relazione da sogno è a un solo passo dall’ottenerla.
Sulla loro lista delle cosa da fare, al primo posto c’è:
Trovare una relazione da sogno”. Le persone che hanno una relazione infelice, invece, sono a tre gradini da quello stesso obiettivo, e la loro lista delle cose da fare dice così:
1) Superare una rottura che ti distrugge interiormente;
2) Riprendersi psicologicamente;
3) Trovare una relazione da sogno.

Non sembra tanto male vista così, no?

Tutte le ricerche scientifiche su quanto vari la felicità tra chi ha un matrimonio felice e chi infelice hanno perfettamente senso. D’altra parte, si tratta del partner per la vita.
Pensare a quanto sia importante scegliere il giusto partner per la vita è come pensare a quanto è grande l’universo o a quanto è inquietante la morte. Ma non ce ne rendiamo conto e perciò non realizziamo fino in fondo quanto sia complicato.
Ma diversamente dalla morte e dalla vastità dell’universo, la scelta del proprio partner è completamente nelle nostre mani. Per questo è fondamentale capire l’importanza della decisione e analizzarne approfonditamente i fattori più rilevanti.

Dunque quanto è importante questa decisione?

Si comincia sottraendo la propria età a 90. Se si vive a lungo, il risultato è all’incirca il numero di anni che si passeranno con l’attuale o con il futuro partner per la vita.
Considerando che probabilmente quasi nessun ultraottantenne legge The Post Internazionale, per chiunque stia leggendo si tratta di tantissimo tempo.
Certo, la gente divorzia, ma uno non pensa mai di farlo
“Un recente studio mostra come l’86 per cento dei giovani creda che il proprio matrimonio, attuale o futuro, durerà per sempre e non ci siano ragioni di pensare che per le persone più grandi sia diverso, quindi si procederà su questo assunto”
Quando si sceglie un partner per la vita, si stanno scegliendo anche molte altre cose, incluso l’altro genitore dei propri figli e quindi qualcuno che avrà un’influenza profonda su di loro.
La persona con la quale si condivideranno oltre 20mila pasti, quella con la quale si trascorreranno circa 100 vacanze, i principali momenti liberi e anche la pensione. Il proprio terapista occupazionale e qualcuno che vi racconterà la propria giornata circa 18mila volte.

Qualcosa di enorme.

Perciò, dato che si tratta di gran lunga della cosa più importante della vostra vita da far andare per il verso giusto, com’è possibile che così tante brave persone, normalmente intelligenti e razionali, finiscano per scegliere una relazione che li rende infelici e insoddisfatti?

A quanto pare, ci sono una serie di fattori che remano contro:

Le persone tendono a non sapere cosa vogliono esattamente da una relazione
Alcuni studi scientifici hanno mostrato come di solito le persone, quando sono single, non siano brave a prevedere cosa vorranno dalla loro relazione futura. Secondo uno di questi, coloro che partecipano a eventi di speed dating si contraddicono riguardo le proprie presunte preferenze appena pochi minuti dopo averle enumerate, quando comincia l’evento vero e proprio.
Questo non dovrebbe sorprendere, nella vita non si diventa bravi in qualcosa se non ci si è cimentati un po’ di volte. Sfortunatamente, non molte persone hanno la possibilità di avere più di una relazione importante prima di fare il grande passo. Semplicemente, non c’è abbastanza tempo.
E visto che le necessità che si hanno quando si è in coppia sono diverse da quelle che si hanno da single, è difficile che uno sappia esattamente quello che vuole o ciò di cui ha bisogno in una relazione.

La società non capisce niente e dà dei consigli terribili

La società incoraggia a rimanere ignoranti e a lasciarsi guidare dal romanticismo
È opinione diffusa che chi ha un’attività economica avrà molto più successo se ha studiato economia, è capace di creare dei piani imprenditoriali ben organizzati e di analizzare diligentemente le performance della propria azienda. Questo è logico, perché è il modo di procedere quando si vuole fare qualcosa bene e ridurre al minimo gli errori.
Ma se qualcuno andasse a scuola per imparare a scegliere il proprio partner per la vita e avere una relazione sana, se stilasse un piano d’azione per trovarne uno, e se registrasse su un foglio di calcolo i progressi fatti a questo fine, la società direbbe che la persona in questione è
A) un robot troppo razionale;
B) decisamente troppo preoccupata dall’amore;
C) parecchio stramba.
No, quando si tratta di frequentare qualcuno, la società non vede di buon occhio chi riflette troppo e preferisce opzioni come: affidarsi al destino, seguire il proprio istinto, e sperare per il meglio.
Se un imprenditore prendesse in considerazione per la propria attività i consigli che la società elargisce riguardo le relazioni, quella probabilmente fallirebbe, e se invece avesse successo, sarebbe almeno parzialmente dovuto alla fortuna – e questo è esattamente il modo in cui la società vuole che affrontiamo gli appuntamenti.
La società critica il tentativo delle persone di espandere intelligentemente la propria ricerca per un potenziale partner
In uno studio su cosa influenza di più le scelte della gente, se le preferenze o le opportunità attuali, quelle che stravincono sono le seconde: le nostre scelte in materia di appuntamenti sono “per il 98 per cento legate alle condizione del mercato e solo per il 2 per cento a desideri immutabili.
Le probabilità di avere un appuntamento con qualcuno alto o basso, magro o grasso, professionista o impiegato, istruito o non istruito, sono influenzate al 90 per cento da quello che il mercato offre in quel momento”.
In altre parole, le persone finiscono per scegliere tra ciò che hanno a disposizione, indipendentemente dal fatto che l’abbinamento con quei candidati possa non essere appropriato.
La conclusione ovvia è che al di fuori dei più mondani tra di noi, chiunque stia cercando un partner per la vita dovrebbe dedicarsi agli incontri online, agli eventi di speed dating, e usare altri sistemi per allargare in modo intelligente l’insieme dei candidati.
Ma la buona vecchia società non è d’accordo, e le persone sono ancora e spesso riluttanti a dire che hanno conosciuto il proprio partner su un sito di incontri. Il modo rispettabile per conoscere il proprio partner per la vita è la cieca fortuna, urtandolo per caso e venendo presentati all’interno della propria stretta cerchia.
Fortunatamente, lo stigma sociale sta diminuindo col tempo, ma il semplice fatto che esista fa riflettere su quanto sia illogico il libro delle regole sulle relazioni accettato convenzionalmente dalla società.
consapevole
La società ci mette fretta
La regola più importante è sposarsi prima di diventare troppo vecchi, e ‘troppo vecchi’ significa tra i 25 e i 35 anni, a seconda di dove si vive. La regola invece dovrebbe essere “qualunque cosa tu faccia, non sposare la persona sbagliata”, ma la società critica molto di più il 37enne single che non il 37enne infelicemente sposato e con due figli.
Non si capisce perché. Il primo è a un passo da un matrimonio felice, mentre il secondo deve accontentarsi di un’infelicità permanente o affrontare un faticoso divorzio solo per ritornare al punto in cui si trova un single.

La biologia non ci fa alcun favore

La biologia umana si è sviluppata molto tempo fa, e non capisce il concetto di avere una relazione profonda con il proprio partner per 50 anni
Quando si comincia a frequentare qualcuno e si comincia a sentire il più piccolo brivido di eccitazione, la biologia si lascia coinvolgere immediatamente e comincia a bombardare di input chimici il corpo, input programmati per far accoppiare (fase del desiderio), per far innamorare (fase della luna di miele), e infine per impegnarsi a vita (fase del legame).
La mente può aggirare questo meccanismo solo se non si è troppo coinvolti nella relazione con l’altra persona, ma in quei casi intermedi in cui la cosa migliore sarebbe probabilmente cercare qualcosa di meglio, spesso si soccombe alle montagne russe degli impulsi chimici e ci si ritrova fidanzati.
Gli orologi biologici sono dei bastardi
Una donna che vuole avere dei figli biologici con suo marito incontra un vero e proprio ostacolo temporale: trovare il giusto partner per la vita entro i quarant’anni, prendere o lasciare. È una realtà schifosa che rende un processo già difficile ancora più stressante. Personalmente, preferirei adottare dei bambini con il giusto partner per la vita, piuttosto che avere dei figli biologici con la persona sbagliata.
Quindi se si prende un gruppo di persone che non sanno quello che vogliono da una relazione, li si circonda con una società che gli dice che devono trovare un partner per la vita ma che non dovrebbero pensarci su troppo o esplorare troppo le varie opzioni, che anzi si devono sbrigare, e combiniamo il tutto con la biologia che ci droga mentre cerchiamo di capirci qualcosa e ci minaccia di lasciarsi senza figli a breve, cosa succede?
Succede che nella foga di prendere decisioni fondamentali per le ragioni sbagliate, molte persone si incasinano e sbagliano la scelta più importante della loro vita.

Le vittime che cadono in questi eccanismi

Diamo uno sguardo al tipo di persone che comunemente sono vittima di questi meccanismi e finiscono in una relazione infelice:

Roland, l’ultra romantico 

download-2
L’errore di Roland l’ultra romantico è quello di credere che l’amore sia una ragione sufficiente per sposare qualcuno. Il romanticismo può essere una parte importante nella relazione, e l’amore è un ingrediente fondamentale in un matrimonio felice, ma senza alcune altre cose importanti, semplicemente, non è abbastanza.
Una persona ultra romantica ignora ripetutamente quella piccola voce che cerca di farsi sentire quando litiga in continuazione col suo partner o quando gli sembra di essere molto più infelice rispetto a prima della relazione.
Zittisce quella vocina con pensieri come “tutto succede per una ragione e il modo in cui ci siamo conosciuti non può essere solo una coincidenza” e “io sono davvero innamorato di lei, e ciò è l’unica cosa che importa”. Una volta che una persona ultra romantica pensa di aver trovato l’anima gemella, smette di farsi domande e rimarrà ancorato alle proprie convinzioni per tutti i 50 anni di un matrimonio infelice.

Frida, guidata dalla paura

download-3
La paura il fattore che influisce più negativamente sulla scelta del giusto partner per la vita. Sfortunatamente, per il modo in cui la società è organizzata, la paura comincia a contaminare tutte le persone altrimenti razionali già a metà dei vent’anni.
I tipi di paure con cui la nostra società (e i nostri genitori e i nostri amici) ci affligge – la paure di essere l’ultimo single fra gli amici, la paura di essere il genitore più vecchio, e qualche volte anche la paura di essere giudicato – sono quelli che ci spingono ad accontentarci di una relazione ‘non così entusiasmante’.
L’ironia sta nel fatto che l’unica paura che si dovrebbe razionalmente provare è quella di passare gli ultimi due terzi della propria vita in modo infelice, con la persona sbagliata. Questo è esattamente il destino che rischiano le persone che si lasciano guidare dalla paura perché cercano di evitare i rischi.

Ed, perennemente condizionato dall’esterno 

download-4
Ed è perennemente influenzato da persone che giocano un ruolo decisamente troppo grande nella scelta del partner per la vita. Questa decisione è strettamente personale, tremendamente complicata, diversa da quella di chiunque altro, e quasi impossibile da capire dall’esterno, indipendentemente da quanto bene si conosce una persona.
Come tale, l’opinione e le preferenze di altre persone non dovrebbero avere alcuna importanza, tranne che in casi estremi di abusi e maltrattamenti.
L’esempio più triste è quello di qualcuno che rompe una relazione con un persona che poteva essere il giusto partner per la vita solo per via di qualcuno di estraneo alla relazione che disapprovava o per via di un fattore al quale chi sceglie non dà importanza (la religione ne è un esempio comune) ma che si sente costretto a rispettare per via dell’insistenza o delle aspettative della famiglia.
La dinamica può anche essere capovolta: tutti sono entusiasti della relazione perché dall’esterno sembra perfetta, e anche se dall’interno non è poi così fantastica, Ed preferisce dare ascolto agli altri piuttosto che al suo istinto e finisce col mettere l’anello al dito.

Sharon, la superficiale 

download-5
Sharon la superficiale è più interessata alla descrizione cartacea del suo partner per la vita che alla sua personalità interiore. Ci sono alcune caselle sulle quali deve mettere una spunta, cose come: l’altezza, un lavoro prestigioso, la disponibilità economica, i traguardi raggiunti, o magari qualche elemento originale come essere straniero o avere un talento speciale.
Tutti abbiamo una lista di caratteristiche che vorremmo in un partner, ma una persona egocentrica dà la priorità alle apparenze e al curriculum e li mette al di sopra persino del suo livello di connessione col potenziale partner per la vita.
Se vogliamo coniare un termine nuovo e simpatico, un partner scelto con il sistema della spunta delle caselle potrebbe essere definito un “fidanzato a crocette”, una “moglie a crocette” ecc. perché hanno risposto correttamente al test a risposta multipla del proprio partner.

Stanley, l’egoista 

download-6

Vi sono tre tipi diversi di egoisti che a volte si sovrappongono:

1) Il tipo “si fa come dico io”

Questa persona non sa gestire sacrifici o compromessi. Ritiene che i suoi bisogni, i suoi desideri e le sue opinioni siano più importanti di quelli del suo partner, e deve avere ragione in quasi tutte le grandi decisioni. Alla fine non vuole una relazione, ma qualcuno che le tenga compagnia nella sua vita da single.
Questo tipo di persona finisce inevitabilmente nel migliore dei casi con una persona molto accomodante, nel peggiore con una persona debole con un problema di autostima, e sacrifica le sue possibilità di essere parte di una coppia di eguali, quasi certamente limitando la potenziale qualità del matrimonio.

2) Il protagonista

Il tragico difetto del protagonista è di essere completamente concentrato su se stesso. Queste persone vogliono un partner per la vita che gli faccia sia da terapista che da più grande fan, ma non è minimamente interessato a restituire nessuno dei due favori.
Ogni sera questo tipo di persona e il suo partner parlano delle loro giornate, ma il 90 per cento della conversazione è incentrata sulla sua – dopo tutto, lui è il protagonista nella relazione.
La questione per lui è che essendo incapace di uscire dal suo mondo personale, finisce con l’avere una comparsa per compagno, cosa che rende alquanto noiosi i successivi 50 anni di matrimonio.

3) Quello guidato dai bisogni

Tutti hanno dei bisogni, e a tutti piace che quei bisogni siano soddisfatti, ma i problemi emergono quando soddisfare quei bisogni (lei cucina per me, lui diventerà un padre meraviglioso, lei sarà una moglie perfetta, lui è ricco, lei mi organizza tutto, lui è bravissimo a letto) diventa il motivo principale per cui si sceglie un partner per la vita.
Quelli elencati sono tutti grandi vantaggi, ma nulla di più. E dopo un anno di matrimonio, quando la persona guidata dai bisogni si è completamente abituata a vedere soddisfatte tutte le sue necessità, deve esserci qualcos’altro o la relazione non sarà un granché.
La ragione principale per cui tutti i tipi di persone elencati finiscono per avere relazioni infelici è che sono consumati da una forza motivante che non prende in considerazione cosa comporta davvero una relazione per la vita e cosa occorre per renderla felice.
FONTE|  “How to Pick Your Life Partner” dal sito WaitButWay

http://psicoadvisor.com/lerrore-piu-grande-commettiamo-scegliamo-un-partner-5602.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Psicoadvisor+%28Psicoadvisor%29 



sabato 12 novembre 2016

Atteggiamenti mentali negativi che ci fanno essere infelici cronici





Se progetti deliberatamente di essere meno di quello che sei capace di essere, allora ti avviso che sarai infelice per il resto della tua vita.
(Abraham Maslow)

“La mente è un mondo a sé, e da sola può rendere il paradiso un inferno e l’inferno un paradiso” John Milton. Questo aforisma rende appieno come un processo di pensiero può invalidare la nostra vita! Fin dai tempi più antichi, l’uomo ha fatto esperienza di pensieri negativi che arrovellano la mente. Tuttavia, è il modo in cui decidiamo di maneggiare questi pensieri che fa la differenza.


A seconda dell’interpretazione che attribuiamo agli eventi della realtà possiamo trovarci a sperimentare sicurezza o paura, speranza o panico, responsabilità o vittimismo, vittoria o sconfitta. Vari studi hanno rilevato che avere un atteggiamento mentale negativo nei confronti degli eventi della vita può inficiare lo stato di salute ed avere effetti negativi sulla felicità e il benessere.
Come possiamo allegerirci di certi atteggiamenti mentali negativi?

Alleggerirsi di certi atteggiamenti mentali, significa attivare nuovi modi di approcciare le cose, diventare consapevoli dei pensieri negativi con i quali carichiamo la vita
Ma quali sono le “pesantezze” da smaltire? Ecco 8 atteggiamenti mentali e pensieri negativi che le persone infelici fanno continuamente… e che renderebbero infelici chiunque di noi li facesse!!!!

Ragionare troppo

Preoccuparsi in modo ossessivo per qualcosa che deve avvenire, (molto spesso fattore predittivo diretto del fallimento) con ipotesi ripetitive del tipo “se io, se poi… “, sprecando preziose risorse ed energie utili ad elaborazioni più fruttuose. Oppure rimuginare sulle cose, ingrandirle, farle esplodere, dargli potere dentro di noi.

Essere abitudinari

Accomodarsi nell’abitudine, dicendosi le stesse cose, analizzando le situazioni con identici criteri. Un loop mentale, un allenamento automatico che ci porta a comportare nello stesso modo, non sempre efficace. E non ci rende elastici, tonici e leggeri

Farsi sopraffare dai ricordi


Dare spazio ad un brutto ricordo, non imparare a reinterpretarlo e di dargli un nuovo significato. Lasciare che resti in agguato, pronto ad intossicare le situazioni attuali e nuove.

Lamentarsi

Lamentarsi e ancora lamentarsi, esasperare se stessi e gli altri. Orientare i pensieri solo verso direzioni negative, avvilendoci, fare i disfattisti, gli autodistruttivi e autosabotanti, rimanendo in uno stato di inattività che non ci rende produttivi e creativi. I pensieri da bruciare, quelli limitanti, sono “non ce la farò mai“, “è inutile che provi”, “perché succede tutto a me… “. Ammesso invece dirsi sinceramente “ho dei dubbi”, “mi sento insicura”…

Il vittimismo

Cercare di continuo fuori da noi i motivi dei fallimenti, covare rancori, atteggiarsi da vittima o pensare di essere sempre vittima, pensare di non avere controllo su quello che ci accade. Tutto cià crea in noi il bisogno di un cuscino adiposo per reggere meglio i colpi della vita, fare zavorra, segnare la nostra presenza, nascondersi nelle insicurezze.

Avere un dialogo interno auto-svalutante

Il “dialogo interno” è quella sorta di voce interiore che ci accompagna in tutto quello che facciamo. Esso è formato dai pensieri che formuliamo sul mondo. Poichè il dialogo interno costituisce di fatto un insieme di messaggi che inviamo a noi stessi, se è prevalentemente di matrice negativa, esso rischia di sabotare gravemente il nostro benessere: può ridurre il nostro senso di efficacia, diminuire le nostre capacità di perfomance e abbassare il nostro potenziale.

I pensieri auto-svalutanti più comuni includono frasi del tipo: “Non posso…”, “Non sono bravo abbastanza!”, “Non riesco…”, “Mi mancano certe caratteristiche…”, “Fallirò!” etc. Vi piacerebbe che un vostro amico continuasse a ripetervi “Non avrai mai successo”, “Non sei bravo abbastanza”, “Sei troppo insicuro”, “Fallirai”? Considerereste questa persona un vero amico? Ovviamente no! Dunque, perché parlate a voi stessi in questo modo? Ingaggiarsi continuamente in pensieri auto-svalutanti è come avere un amico crudele che cerca in ogni modo di sabotarvi. Così facendo, diventate il peggior nemico di voi stessi.

Avere attitudini pessimistiche

Una tra le più controproducenti forme di pensiero consiste nel partire da una situazione e vedere solo il lato negativo, o addirittura ipotizzare il peggio. Per molte persone, guardare il bicchiere mezzo vuoto è un’attitudine abituale e automatica. Pensiamo per esempio ad un treno fermo o a una giornata di pioggia. Per alcune persone, questi eventi sono solo esperienze negative, terribili.


In realtà, non c’è nulla di positivo o di negativo nel traffico o nel tempo!! E’ il modo in cui si sceglie di guardare le circostanze che rende la situazione positiva o negativa, e questa scelta può immediatamente renderci più forti o più deboli, più felici o più tristi, potenti o vittime. Partendo dalla stessa situazione, possiamo guardare il treno fermo come la possibilità di ascoltare musica rilassante o una giornata di pioggia come l’occasione per andare a casa a berci una buona tazza di cioccolata calda leggendo un bel libro. Dipende tutto da come scegliete di osservare il momento.

Fare paragoni negativi con gli altri

Uno dei più facili e comuni modi per sentirsi tristi e insoddisfatti è paragonare se stessi agli altri, in particolare con persone irraggiungibili. Spesso tendiamo a fare confronti con persone che ricevono un sacco di complimenti, che sono molto attraenti, che fanno molti soldi, o che hanno moltissimi contatti sui social. Quando vi trovate a desiderare quello che hanno gli altri, e vi sentite invidiosi, inferiori e inadeguati, molto probabilmente state mettendo in atto paragoni sociali negativi.

Vari studi in letteratura (a partire da Aspinwall & Taylor 1993 e Collins 1995) hanno mostrato che le persone che attuano abitualmente confronti negativi con gli altri soffrono più frequentemente di stress, ansia, depressione e pensieri auto-svalutanti.

Rimuginare sul passato

Dovremmo imparare dal passato, non farci schiacciare da esso. Può capitare che circostanze avverse della vita ed episodi personali negativi possano bloccarci, farci diventare insicuri nelle scelte e non farci riconoscere nuove brillanti opportunità. Tuttavia, mentre ciò che è avvenuto nel passato non può essere modificato, abbiamo la possibilità di dare una nuova forma a quello che deve ancora accadere. Il primo passo è quello di rompere col passato e dichiarare che siamo noi, non la nostra storia, ad essere in gioco adesso. Goethe ci ricorda “Niente vale più di questo giorno”. Non soffermiamoci sul passato: facciamo scelte migliori oggi e andiamo avanti.

Sentirsi impotenti di fronte a persone ostili

È frequente incontrare sulla propria strada persone difficili. Di fronte a questi individui che cercano continuamente la sfida, è facile arrivare a credere che loro siano forti e noi le vittime, e che con il loro comportamento aggressivo abbiano il controllo su di noi. Molti nostri atteggiamenti di fuga, anche se giustificati, sono notevolmente influenzati dalla convinzione della propria debolezza. La chiave per cambiare questa falsa credenza di essere vittime di un prepotente è spostarsi dalla condizione di passività a quella di attività. Se avete a che fare con un narcisista, un passivo-aggressivo, un manipolatore, un intimidatore o un controllante, ci sono molte strategie che potete utilizzare per fronteggiare la situazione.

Colpevolizzare gli altri

Colpevolizzare consiste nel far sentire gli altri responsabili delle proprie disgrazie. Molte persone hanno l’abitudine di buttare la colpa della loro infelicità o mancanza di successo su genitori inefficienti, relazioni negative, su svantaggi socio-economici o sulla salute precaria. Certamente è vero che la vita è piena di difficoltà, ed innegabili sono il dolore e le sofferenze che ne conseguono, tuttavia incolpare gli altri della propria infelicità e assumere il ruolo di vittima non è un atteggiamento efficace.

A ben vedere, la condizione di vittima consente una serie di vantaggi secondari, ad esempio è più “comodo” puntare il dito contro gli altri per le proprie insoddisfazioni, evitando o ritardando il momento di assumersi la completa responsabilità della propria vita.

Tuttavia, è utile notare che l’abitudine a colpevolizzare fa risultare, agli occhi degli altri, sgradevoli e rancorosi e, soprattutto, priva la persona di potere e controllo sulle cose in quanto la responsabilità è spostata su terzi. Tra l’altro, spesso e volentieri, le persone “bersaglio” della colpevolizzazione hanno poca idea di quello che veramente state provando e possono non accorgersi di nulla. In realtà, siete voi che vi state facendo prigionieri da soli della vostra acidità e del vostro astio. I vostri sentimenti possono anche essere giustificati, tuttavia non vi aiuteranno a diventare persone felici e di successo.

Avere difficoltà a perdonare se stessi

Tutti noi commettiamo errori nella vita. Quando guardate indietro alle vostre azioni passate, ci sono decisioni e gesti che rimpiangete di aver fatto? Ci sono stati errori sfortunati di giudizio che hanno causato dolore a voi stessi e agli altri? Credo proprio che tutti risponderemmo di sì. La domanda più importante, dunque, è un’altra: come rievocate questi eventi passati? Pensate a voi come delle cattive persone e vi sentite in colpa per avere fatto male qualcosa o aver perso delle opportunità? Come visto precedentemente, molto dipende da come leggiamo e rileggiamo gli eventi! Durante questi momenti difficili, è estremamente importante essere compassionevoli con se stessi.



“Perdona te stesso. Tutti facciamo errori. Gli errori non sono permanenti, ma sono momenti isolati. Impara a dire a te stesso: ho fatto un errore, ma questo non fa di me una persona cattiva”

Avere timore eccessivo di fallire e di fare errori

Le paure di fallire e di fare errori sono spesso associate con il desiderio di essere stimati ed apprezzati dagli altri e con esigenze perfezionistiche. Vi è mai successo di pensare di non essere stati bravi come desideravate in certe occasioni?

Probabilmente ciò non potrebbe essere dovuto all’asticella che avete posizionato troppo in alto? Benchè avere standard elevati possa servire come un ottimo strumento motivazionale, aspettarsi di essere sempre perfetti in tutte le situazioni ha effetti negativi sul nostro benessere, in quanto va ad aumentare i livelli di stress e a diminuire le probabilità di ottenere successo, riducendo così la propria felicità.

E poi ci sono tanti altri atteggiamenti che limitano la nostra creatività e ci zavorrano, rendendo molto difficile la possibilità di essere felici nonostante il nostro impegno.

Ana Maria Sepe





La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it


martedì 18 ottobre 2016

DIFESA PSICOLOGICA, TECNICHE


IL VENTILATORE. Quando sentire parola cattive rivolte a voi ma non volete rispondere, immaginate che tra di voi e il vostro opponente ci sia un potente ventilatore che fa tornare le brutte parole a colui che le pronuncia.

ACQUARIO. Immaginate un muro dell'acquario tra voi e coloro che vi offende. Lui sta dicendo qualcosa ma voi non lo sentite, le parole vengono assorbite dall'acqua e vedete soltanto la schiuma in superficie.


L'OCEANO DELLA CALMA. Immaginatevi nel ruolo del protagonista della parabola: "L'Oceano riceve le acque di molti fiumi tumultuosi restando immobile. Anche colui che riceve tutti i pensieri e le emozioni, resta impassibile e calmo."

IL TEATRO DELL'ASSURDO. Portate la situazione all'assurdo, di modo che le provocazioni delle persone malintenzionate suscitino solo risate.
AUM NEWS

Advanced Mind Institute Italia

http://divinetools-raja.blogspot.it/2016/10/difesa-psicologica-tecniche.html