venerdì 8 novembre 2019

La Danimarca verso il 100% di elettricità da energie rinnovabili: un esempio per l’Italia

08-11-2019

La Danimarca sempre più lanciata nella transizione verde con un progetto ambizioso: tagliare le emissioni di gas climalteranti del 70% entro il 2030. Praticamente il doppio dell'obiettivo che si è posto l'Italia...

La Danimarca verso il 100% di elettricità da energie rinnovabili: un esempio per l’Italia
Pochi giorni fa, il 30 ottobre, è accaduto un fatto in Danimarca ormai entrato nella routine di un governo che si impegna seriamente nella lotta al cambiamento climatico: l’incontro a Copenaghen tra Dan Jørgensen, Ministro per il clima, l’energia e i servizi pubblici e i giornalisti stranieri presso la sede di State of Green, un’organizzazione molto attiva in Danimarca sui temi della transizione energetica.
Prima di raccontare cosa il Ministro ha riportato, due considerazioni: la prima è che mi ha colpito il nome del dicastero da lui presieduto che indica chiaramente l’approccio danese al tema dell’energia, non slegato dall’emergenza climatica in corso e dal ruolo dei servizi pubblici. La seconda, mi domando: tra i giornalisti stranieri ve ne erano di italiani? Non credo, in quanto non mi sembra che la stampa nazionale ne abbia parlato, sebbene delle cose interessanti siano state dette.
Oggetto dell’incontro era illustrare alla stampa straniera (in quanto quella nazionale è ben edotta) le politiche su energia e clima che la Danimarca intende perseguire in futuro. Quindi discutere sulla transizione verde, gli obiettivi climatici e il ruolo internazionale della Danimarca nella lotta al cambiamento climatico. Ve la immaginate una cosa del genere in Italia? Fantascienza! Tanto che nel nostro Paese, senza che minimamente la stampa nazionale se ne (pre)occupi si sta finalizzando il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) che, secondo le raccomandazioni giunte dalla Commissione Europea, dovrebbe subire una notevole rivisitazione, ma sembra che per il nostro Governo vada bene così come è uscito in prima bozza, a parte qualche lieve correzione da apportare.
Tornando alla Danimarca, il Ministro ha riportato l’ambizioso obiettivo che il Paese si è posto: tagliare le emissioni di gas climalteranti del 70% entro il 2030. Avete letto bene, praticamente il doppio di quanto si è posta al momento l’Italia. Questo obiettivo numerico è parte di una ben definita strategia che mira a far diventare la Danimarca una “super-potenza verde” con obiettivi ambiziosi a livello nazionale ed una consistente leadership a livello internazionale. Il Ministro danese ha sottolineato l’importanza strategica di un approccio alla transizione verde che sia sistemico in quanto consapevole dell’elevata impronta carbonica del suo Paese, ad oggi, circa il 20% in più della media europea, sebbene di rilevanza marginale in quanto pari a solo lo 0,1% delle emissioni globali di CO2.
”L’Occidente ha inquinato per centinaia di anni - ha detto il ministro - Adesso, economie emergenti e paesi in via di sviluppo stanno iniziando ad inquinare di più e nonostante questo possiamo veramente condannarli? La responsabilità è più sulle nostre spalle che sulle loro e ci dovremmo sentire obbligati ad aiutare questi Paesi affinché possano percorrere la strada verso uno sviluppo sostenibile”.
Il Ministro ha sottolineato anche che la transizione verde della Danimarca terrà conto delle eventuali conseguenze sociali al fine di evitare ripercussioni come accaduto in Francia con i “gilet gialli”.
Attualmente la Danimarca ha accordi di partenariato con 15 paesi che in totale sono responsabili di oltre il 60% delle emissioni globali, inclusi Paesi come gli Usa, la Cina, la Germania e l’India. L’ultimo, in ordine di tempo, tra gli accordi di collaborazione sottoscritti è quello con il Governo vietnamita che contribuirà alla riduzione delle emissioni nel Paese asiatico stimate, in totale, a 370 milioni di tonnellate annue. Non c’è bisogno di specificare che, sebbene si dia enfasi alla riduzione delle emissioni climalteranti, dietro ci sono accordi commerciali per lo sviluppo e la promozione di tecnologie a basso impatto ambientale. Giusto per ricordarlo a coloro che, per pura ignoranza o malafede, ancora tengono separati i concetti di “sviluppo industriale”, “sostenibilità ambientale” e “nuovi posti di lavoro”.
Sembra paradossale ma proprio mentre il Presidente Usa Donald Trump annuncia l’uscita del suo Paese dagli Accordi di Parigi, facciamo il tifo per Paesi come la Danimarca che, seppur non paragonabili in termini dimensionali, possono assumere un nuovo ruolo di leader a livello mondiale. A titolo di esempio, secondo le proiezioni dell’Agenzia Danese per l’Energia, l’elettricità in Danimarca sarà 100% rinnovabile entro il 2028. E la Danimarca non ha nemmeno il sole di cui è baciata l’Italia, quindi a rigor di logica noi potremmo arrivare tranquillamente a risultati simili. Perché non lo si fa?

http://www.ilcambiamento.it//articoli/la-danimarca-verso-il-100-di-elettricita-da-energie-rinnovabili-un-esempio-per-l-italia

giovedì 7 novembre 2019

Cannabis: la definitiva fonte di energia


Questo articolo è un tributo all’impegno di Jack Herer per la legalizzazione della cannabis e per la visione di futuro che ha condiviso nel suo libro “The Emperor Wears No Clothes”, uno dei pochi libri che hanno cambiato tutta la mia prospettiva della storia umana e del potenziale della pianta di cannabis (per chi volesse approfondire, la famiglia di Jack Herer ha generosamente messo online una copia gratuita del suo libro). Mi sono reso conto questa mattina che sto scrivendo questo pezzo nel giorno del suo compleanno, il 18 di giugno, e mi sembra che non avrei potuto scegliere una data migliore o un regalo di compleanno migliore che condividere con te, caro lettore, ciò che credo quest’uomo abbia donato all’umanità: una soluzione semplice ed elegante alla sete dell’uomo di risorse naturali in un pianeta impoverito. La sua sfida al mondo era visionaria 25 anni fa e oggi è diventata una necessità che non possiamo che affrontare per la nostra sopravvivenza.
«Se tutti i carburanti fossili e i loro derivati, così come gli alberi per la carta e per l’edilizia fossero vietati per poter salvare il pianeta, annullare l’effetto serra e fermare la deforestazione, allora ci sarebbe soltanto una risorsa annualmente rinnovabile conosciuta, in grado di rifornire il mondo di carta e tessuti, di soddisfare i bisogni globali dei trasporti, dell’industria e delle abitazioni riducendo l’inquinamento, risanando il terreno e ripulendo l’atmosfera, tutto nello stesso tempo… E questa sostanza è la CANNABIS».
Un premio di 100.000 dollari è stato offerto a chiunque riuscisse a provare che Jack Herer si sbagliava. 25 anni dopo siamo molto distanti dal dimostrare che aveva torto, infatti noi ci stiamo letteralmente confrontando con l’estinzione fra migliaia di altre specie e non abbiamo altra soluzione che quella di riconoscere che aveva ragione e creare un’industria dedicata alla protezione dell’ambiente e alla salvezza del pianeta.
La pianta di cannabis è una trinità: un farmaco, una droga leggera psicoattiva, ma soprattutto la più preziosa risorsa naturale a nostra disposizione per soddisfare i bisogni in rapida crescita dell’umanità. L’intero dibattito in corso sulle proprietà medicinali e psicoattive della pianta non è affatto prioritario per la cannabis. Siamo sull’orlo di un collasso ecologico e la canapa industriale è la sola risorsa naturale inesauribile che può dare all’umanità una possibilità di sopravvivenza.
La deforestazione è in aumento e «la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che stiamo perdendo più di 80mila acri (324 km²) di foresta pluviale tropicale al giorno, e deteriorando in maniera significativa altri 80mila acri al giorno. Oltre a questa perdita e deterioramento, mentre la foresta va a rotoli stiamo perdendo ogni giorno 135 specie di piante, animali e insetti – circa 50mila specie all’anno». La deforestazione è responsabile dell’erosione del suolo, dell’interruzione del ciclo dell’acqua e della desertificazione, delle emissioni di gas serra e del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e di un ecosistema instabile. Insieme alla contaminazione, la deforestazione è il pericolo più grande che il pianeta sta affrontando.
La contaminazione è una forza distruttrice multiforme che ha conseguenze sulla stessa aria che respiriamo, sul terreno che ci nutre e sull’acqua che beviamo. È diventata una minaccia al futuro del pianeta. L’umanità è dipendente dal petrolio e dai prodotti petrolchimici derivati che oggi costituiscono la fonte d’inquinamento principale, insieme ai pesticidi e ai nutrienti chimici.
La plastica, la fonte più evidente d’inquinamento da derivati di combustibili fossili, sta inesorabilmente ricoprendo il pianeta. Dovremmo vergognarci di utilizzare materie plastiche e altri imballaggi non riciclabili. La dipendenza mondiale dagli imballaggi in plastica sta travolgendo il nostro pianeta. Si stima che dal 1950 siano stati prodotti 8.3 miliardi di metri cubi di plastica e solo il 9% di questi sono stati riciclati. Entro il 2050 negli Oceani ci sarà più plastica che pesci in termini di peso, secondo la Plastic Pollution Coalition Organization.
Come abbiamo permesso che accadesse? Qual è la logica alla base dell’utilizzo di materiali non degradabili per gli imballaggi monouso? La canapa è composta di cellulosa per il 70% e ha il potenziale per creare un vasto assortimento di plastiche naturali e, poiché alcune delle prime materie plastiche erano fatte a partire da fibre organiche di cellulosa, non è come se dovessimo ripartire da zero.
L’inquinamento dell’aria causato dalla combustione di carburanti di origine fossile come petrolio, carbone, gas o metano ha raggiunto un livello di tossicità pericoloso. Secondo la American Lung Association, oltre il 40% della popolazione degli Stati Uniti è a rischio di soffrire problemi di salute letali per via della contaminazione atmosferica. Non sarebbe realistico credere che l’umanità possa fare affidamento esclusivamente sulla produzione sostenibile di bioenergia dalla canapa, la canapa industriale non è la coltura energetica definitiva. Si tratta comunque di una fonte di bio-energia sicura per l’ambiente, che vanta inoltre una straordinaria capacità di bonifica del terreno.
L’inquinamento del suolo causato da pesticidi, prodotti chimici e metalli pesanti è certamente il più grande pericolo e la sfida più grande che l’umanità deve affrontare. Siamo ciò che mangiamo e consumare cibo coltivato con prodotti chimici in un terreno avvelenato e senza vita è un suicidio.
«La scoperta dell’enorme potenziale della canapa nella bonifica dei suoli ha avuto inizio nel 1998 nel Ukraine’s Institute of Bast Crops, dove la canapa è stata piantata con l’unico scopo di rimuovere i contaminanti nei pressi del sito di Chernobyl. Una serie di ricerche sulla canapa (Cannabis Sativa L.) ha rivelato che essa può catturare una quantità considerevole di metalli pesanti dai suoli inquinati grazie alla sua elevata biomassa e alle sue profonde radici. Questo la rende un ottimo candidato per la bonifica dei suoli», che, allo stesso tempo, produce fibre utilizzabili e costituisce una fonte di bio-energia.
Pur essendo considerata una super-coltura, la canapa industriale non può essere di per sé la panacea di tutti i nostri problemi, ma il suo potenziale ha una vasta portata e non può più essere ignorato. «Il mercato globale della canapa è composto da oltre 25mila prodotti suddivisi in nove sotto-mercati: agricolo, tessile, riciclaggio, autotrasporti, mobili, cibo e bevande, prodotti di carta, materiali da costruzione e benessere personale».
Dal filato, alla carta e al cibo tradizionali, fino agli innovativi compositi alternativi in fibra di vetro per le industrie dell’automobile e dell’aviazione, la canapa industriale trasformerà profondamente l’economia globale e guarirà il pianeta, ma a una sola condizione: attraverso metodologie agricole rigenerative e attente all’ambiente. L’agricoltura rigenerativa costituisce l’approccio più efficace, scalabile e praticabile per rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera inquinata, e grazie alla fotosintesi le piante riescono ad assorbire la CO2 dall’atmosfera, trattenendo le molecole e utilizzandole come fonte di nutrimento, oltre a trasformare parte di questa CO2 in zuccheri che alimenteranno la vita microbica utile al sostentamento delle piante. Le pratiche agricole rigenerative possono trattenere la CO2 nel suolo, che è la base stessa della vita sul pianeta.
Chiunque faccia parte dell’industria della cannabis, sia esso un investitore, un commerciante, un agricoltore, un trasformatore, un distributore, un punto vendita, un paziente o un consumatore, ha più di altri una responsabilità maggiore per il futuro di questo pianeta. Al di là delle ricchezze della cosiddetta corsa all’oro verde, c’è la pianta che può rendere il pianeta, a seconda delle nostre azioni, di nuovo verde e sano.

https://www.dolcevitaonline.it/cannabis-la-definitiva-fonte-di-energia/

mercoledì 6 novembre 2019

La foglia artificiale che trasforma il carbonio in combustibile

 
Alcuni scienziati hanno creato una “foglia artificiale” per combattere i cambiamenti climatici convertendo in modo economico anidride carbonica (CO2) in un utile combustibile alternativo.
La nuova tecnologia, descritta in un articolo pubblicato ieri sulla rivista Nature Energy, è stata ispirata dal modo in cui le piante usano l’energia della luce solare.
“La chiamiamo una foglia artificiale perché imita le foglie vere e il processo di fotosintesi”, ha dichiarato Yimin Wu, professore di ingegneria all’Università di Waterloo che ha guidato la ricerca. “Una foglia produce glucosio e ossigeno. Produciamo metanolo e ossigeno.”
La produzione di metanolo dall’anidride carbonica, la principale causa al riscaldamento globale, ridurrebbe sia le emissioni di gas serra sia un sostituto per i combustibili fossili che le creano. La chiave del processo è una polvere rossa ottimizzata a basso costo chiamata ossido rameoso.
Progettata per avere il maggior numero possibile di particelle, la polvere viene creata da una reazione chimica quando quattro sostanze – glucosio, acetato di rame, idrossido di sodio e dodecil solfato di sodio – vengono aggiunte all’acqua che è stata riscaldata a una temperatura particolare. La polvere funge quindi da catalizzatore, per un’altra reazione chimica quando viene miscelata con acqua in cui viene soffiata anidride carbonica e un raggio di luce bianca viene diretto con un simulatore solare.
“Questa è la reazione chimica che abbiamo scoperto”, ha detto Wu, che ha lavorato al progetto dal 2015. “Nessuno lo ha mai fatto prima”.
La reazione produce ossigeno, come nella fotosintesi, convertendo anche l’anidride carbonica nella soluzione acqua-polvere in metanolo. Il metanolo viene raccolto mentre evapora quando la soluzione viene riscaldata.
I prossimi passi della ricerca includono l’aumento della resa del metanolo e la commercializzazione del processo brevettato per convertire l’anidride carbonica raccolta dalle principali fonti di gas serra come centrali elettriche, veicoli e trivellazioni petrolifere.
“Sono estremamente entusiasta del potenziale di questa scoperta. Il cambiamento climatico è un problema urgente e possiamo contribuire a ridurre le emissioni di CO2 creando al contempo un combustibile alternativo”, ha dichiarato Wu.

martedì 5 novembre 2019

Cortisone: il miglior modo per non guarire mai


Il cortisone inibisce il tuo sistema immunitario, lo mette in pausa.
Infiammazione? Ghiandole gonfie? Dermatiti? Sfoghi cutanei?
Tranquillo, se vuoi risolvere subito il problema (e tutti vogliono risolvere subito) devi solo assumere un farmaco a base di cortisone: due tre giorni di trattamento e il problema sparisce magicamente…
Che bello, questo sì che è un farmaco efficace!
Ma… Aspetta un attimo… Che strano: dopo una o due settimane (anche un mese a volte) ecco apparire un nuovo problema, un nuovo sfogo cutaneo, magari in un altro punto del corpo… Beh, nessun problema, basta usare un’altro poco di cortisone e in men che non si dica anche questo problema è risolto: che bello questi farmaci!
Ma.. Passa un altro mese o due e si ripresenta di nuovo il problema, questa volta però sembra essere più forte, più intenso… Ma niente paura, anche questa volta il cortisone ti verrà in aiuto! Sì, anche questa volta funziona però ci sono voluti diversi giorni e, guardandoti allo specchio, ti accorgi di essere più gonfio del normale: stai trattenendo liquidi…
Va beh dai, non ti preoccupare sarà solo un piccolo effetto collaterale l’importante è che questa volta hai risolto il problema per sempre, nei prossimi giorni ti sgonfierai e tutto tornerà come prima!
Passano pochi mesi ed ecco che si ripresenta di nuovo il problema questa volta però non si tratta solo di uno sfogo cutaneo ma il medico dice che hai una macchia sul fegato, meglio fare ulteriori indagini..
Ed ecco che cadi in un turbine di esami, controlli alla ricerca di una soluzione rapida al problema… Speriamo di trovarla!
Che sfortuna però, proprio a te doveva capitare tutto ciò, proprio tu che ci tieni alla tua salute e ti curi sempre in modo da risolvere i problemi il più velocemente possibile…
SICURO CHE SI TRATTI DI SFORTUNA?
In questo caso sembra proprio di no.
Lo sai quale è il peggior effetto del cortisone?
Il cortisone inibisce il tuo sistema immunitario, lo mette in pausa. Ecco perché dopo poche applicazioni lo sfogo cutaneo era sparito: Il sistema immunitario aveva smesso di lavorare…
Ma la domanda da porsi è questa: perché c’era uno sfogo cutaneo?
Evidentemente era presente qualcosa, all’interno dell’organismo, di indesiderato, tossine che il sistema immunitario faceva di tutto per eliminare, in questo caso attraverso la pelle.
Quindi cosa è successo?
Il cortisone ha inibito il sistema immunitario e le tossine che dovevano essere espulse sono rimaste lì dove si trovavano: apparentemente eri guarito, in realtà invece la minaccia più importante era rimasta all’interno del tuo corpo.
MA IL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO NON SI ARRENDE.
Non appena l’effetto inibitore del cortisone viene meno tenta di riorganizzarsi e ricomincia a svolgere il suo compito: difendere l’organismo dagli attacchi esterni.
Ritenta dunque di eliminare le tossine che, come abbiamo detto, sono ancora presenti nell’organismo. Puntualmente ai primi sintomi lo hai di nuovo inibito con il cortisone e la storia si ripete: le tossine continuano a non essere espulse.
Rimandare l’espulsione delle tossine rende quest’ultime più forti, concede loro il tempo di infettare più parti dell’organismo, ecco perché ogni volta che si ripresenta, lo sfogo richiede un trattamento con il cortisone per un periodo più lungo di tempo prima di sparire..
Continuando ad annullare sistematicamente il lavoro del sistema immunitario le tossine si accumulano e infettano sempre più l’organismo fino ad arrivare a infettare gli organi ed ecco che da un problema piccolo si passa senza nemmeno accorgersene a un problema molto più grande.
Il risultato finale è un corpo malato, a cui è stata rubata la possibilità di difendersi annullando la reazione del suo sistema immunitario.
Non solo, grazie all’azione del cortisone si ottiene anche un corpo ricco di ritenzione idrica un corpo quindi che accumula ulteriori tossine che andranno a provocare ulteriori problemi in futuro quali malattie autoimmuni, Lupus, ovaio policistico, obesità, etc.
Un’ultima cosa piuttosto importante: se assumi cortisone (corticosteroridi) stai lontano dai farmaci a base di Ibuprofene (come il moment) rischi ulcerazione ed emorragia gastrica.
MA ALLORA COSA DOVRESTI FARE?
Quando si presenta uno sfogo cutaneo stai osservando il tuo sistema immunitario all’opera, il tuo miglior alleato!
La cosa peggiore che puoi fare è inibire la sua azione utilizzando cortisone o simili (anche gli antistaminici agiscono in modo simile).
La cosa migliore che puoi fare è aiutare il tuo sistema immunitario rinforzandolo.
PER RINFORZARE IL TUO SISTEMA IMMUNITARIO IN GENERALE TRE SONO LE COSE DA FARE:
Mangiare sano (scopri cosa significa)
Ricondizionare perfettamente il tuo intestino, la sede del sistema immunitario e l’organo principale che ti interfaccia con l’esterno: tutto ciò che mangi passa per l’intestino il quale deve essere in grado di smaltire le tossine, assimilare completamente i nutrienti e l’acqua introdotta. (scopri come fare)
Movimento, sono sufficienti 21 minuti al giorni in soglia aerobica per riattivare tutto il tuo metabolismo (cosa è la soglia aerobica)
Ricorda, spesso la strada che porta alla guarigione in poco tempo è la strada che porta alla continua recidiva. La strada invece più lenta spesso è quella che porta alla guarigione completa! 


ALTRA REALTA': Cortisone: il miglior modo per non guarire mai:

lunedì 4 novembre 2019

Tossiemia e malattia – La naturale richiesta del corpo di disintossicarsi



artrite TossiemiaCome guarire dall’artrite –
Nonostante l’artrite sia la più grande causa di prolungata disabilità nei paesi occidentali, ufficialmente non esiste una cura. Cosa questa, purtroppo per noi, non strana nell’ambito medico!
Quando infatti viene diagnosticata l’artrite, l’effetto è quello di conferire una sentenza di sofferenza a vita, con poca o nessuna speranza di guarigione.
Questo ahinoi è il messaggio, divenuto oramai credenza, che la medicina allopatica non si stanca mai di ripetere. Fortuna vuole che spesso la realtà non è come ce la raccontano…
Reumatismi, artrite, gotta, ecc. sono tutti termini indicanti, più o meno, le medesime condizioni: infiammazioni e dolori alle articolazioni.
Qual è la causa dell’artrite? Cosa genera le infiammazioni alle articolazioni?
Dal punto di vista igienistico, la causa dei reumatismi e dell’artrite riguarda tutto quello che indebolisce i poteri digestivi: fermentazioni e putrefazioni intestinali alterano l’alcalinità del sangue e preparano il terreno allo sviluppo di tali problematiche.
Questo è il motivo per cui l’alimentazione, anche in questo caso, gioca un ruolo centrale.
Tanto per fare solo un esempio, un eccesso di amido combinato con lo zucchero (dolci, biscotti, ecc.) è una delle cause primarie dell’artrite.
In un reumatismo articolare cronico c’è, come regola, una rigidità più o meno accentuata e l’intorpidimento delle articolazioni. Questa situazione di solito peggiora dopo aver mangiato, aggravandosi maggiormente con alcuni alimenti specifici (per esempio glutine, caseina e solanacee) e al mattino dopo il riposo notturno.
artrite 2 TossiemiaL’eliminazione di tutte le abitudini di vita che producono indebolimento e assorbimento di veleni nel tratto gastro-intestinale (tossine metaboliche, acidi, metalli pesanti, ecc.) possono far evitare gli attacchi di reumatismi/gotta/artrite, nonostante si abbia la predisposizione ad essi.
Questa informazione è assai preziosa, perché da una parte infonde speranza e dall’altra fa intravedere un possibile percorso terapeutico.
– Tossiemia
La Scienza Igienistica ha le idee molto chiare: una persona non potrà mai manifestare reumatismi, artrite, artrosi, cancro o qualsiasi altra cosiddetta malattia, se non ha rovinato prima la sua salute con delle cattive abitudini, producendo in sé la condizione chiamata Tossiemia.
Nessuno svilupperà mai una malattia senza prima avere un’indigestione cronica, e questa dovrà persistere abbastanza a lungo da pervertire la nutrizione e alterare lo sviluppo cellulare creando depositi di tossine, in questo caso articolari.

Si può affermare, senza paura di essere smentiti, che la causa primaria di tutte le malattie è la tossiemia!

Ma quanto appena detto non è del tutto completo, perché in realtà a monte della tossiemia vi è il continuo indebolimento nervoso derivante da abitudini mentali, emozionali, spirituali e fisiche errate.
Come disse John H. Tilden, uno dei più grandi medici igienisti del secolo scorso:
“Qualsiasi influenza che abbassa l’energia nervosa diventa un fattore produttivo di malattia”.
Cosa fa l’indebolimento? Impedisce la secrezione e l’escrezione richiesta da un avvelenamento generale o sistematico del corpo. L’espulsione delle tossine è così impedita a causa della ritenzione dei rifiuti metabolici che tenderanno ad accumularsi nei fluidi, nei tessuti e nelle articolazioni.
Giorno dopo giorno ci auto-intossichiamo e auto-avveleniamo.
Continua il dottor Tilden:
Dr. John Henry Tilden“Qualsiasi cosiddetta malattia è una crisi di tossiemia, il che sta a significare che le tossine sono accumulate nel sangue oltre il punto di tolleranza, e che la crisi (la malattia: raffreddore, mal di testa, febbre, artrite, ecc.) è una eliminazione vicariante”.
Sulla stessa linea il grande medico Isaac Jenning:
Isaac Jenning“La malattia pertanto è lo sforzo enorme della Natura per liberarsi dalle tossine. La malattia NON può essere aiutata da nessun farmaco, ma i rimedi si basano sulla Vis Medicatrix Naturae (forza di autoguarigione), mettendo il paziente nella migliore condizione possibile di riposo, aria pura e dieta adeguata”.
A questo punto è doveroso ammettere che i medici dell’Ottocento avevano sulla malattia le idee molto più chiare dei medici laureati del terzo millennio, secondo i quali la malattia è dovuta a un agente esterno che penetra nel corpo vigliaccamente (virus, microbo, ecc.) oppure deriva da un fattore interno (gene difettoso o predisposizione genetica).
Secondo la visione igienistica, invece, nella malattia acuta la perfezione della Natura si sforza di pulire il corpo dalle tossine e pertanto qualsiasi trattamento (medicine, farmaci, paura, continuo lavoro, stress, ecc.) ostruisce ed impedisce questo tentativo di eliminazione, bloccando la guarigione stessa.
L’evoluzione della malattia è la seguente:
  • Stress ambientale/abitudini quotidiane
  • Tensione fisica, mentale ed emotiva
  • Indebolimento
  • Eliminazione inefficiente
  • Ritenzione delle tossine e degli scarti
  • Tossiemia
  • Crisi acuta di eliminazione (malattia).
Se è vero che la causa di tutte le malattie acute è la Tossiemia, è anche vero che a monte della Tossiemia c’è l’indebolimento!
Una volta che, a causa di uno stile di vita errato (poco riposo, eccessivo lavoro, stress, traumi, digestioni prolungate, putrefazioni e fermentazioni, ecc.) l’organismo perde energia nervosa, si auto-avvelena costantemente poiché non ha più la forza per espellere i veleni tramite i principali organi emuntori (pelle, reni, intestini e polmoni).
Se non si espellono le tossine, queste si accumulano in organi, tessuti, articolazioni, liquidi, ecc. e quando si supererà il punto di tolleranza scatterà la malattia acuta. La tolleranza è individuale, varia da persona a persona, e dipende da molti fattori: periodo prenatale, predisposizioni, familiarità, temperamento, ecc.
– Guarire dall’artrite
Dopo quanto detto è possibile o no guarire dall’artrite?
Se comprendiamo che la causa primaria della malattia è la tossiemia, e nel caso dell’artrite si prospetta come il deposito di veleni, acidi e minerali in eccesso direttamente nelle articolazioni, sappiamo anche cosa fare.
L’obiettivo è quindi ridurre le tossine depositate nelle articolazioni, negli organi, nel sangue, nella linfa, nei liquidi extracellulari.
Guarire dall’artrite nei suoi stadi iniziali è un gioco da ragazzi, mentre il ritorno alla salute negli stadi più avanzati è più lento e ci vuole più tempo, anche se comunque è possibile.
Per recuperare le funzioni articolari servirebbe un periodo di riposo fisiologico, mentale e spirituale, detto digiuno. Un digiuno permette all’organismo di disfarsi di tutto il carico tossico accumulato.
Durante un digiuno attenuato a base di succhi freschi di verdura e frutta l’organismo si purifica, durante un digiuno idrico a base di sola acqua l’organismo guarisce più velocemente.
In Natura non esiste nulla equiparabile per potenza di guarigione al digiuno, e non è un caso che gli animali, quelli non ancora umanizzati, quando stanno male non mangiano: bevono e riposano, nell’attesa che la sapienza magistrale del corpo metta in atto il processo di guarigione.
Esattamente il contrario di quello che fa l’uomo. Quando l’uomo sta male, invece di fermarsi e riposare, evitando il cibo per qualche giorno, s’imbottisce di farmaci, antibiotici e vaccini ingurgitando brodini di carne, stracchini e purè di patate: tutti cibi indigeribili che bloccano il processo di guarigione.
Dopo un digiuno di partenza, bisognerebbe mettere in atto un modo di vivere corretto e sano, atto a prevenire lo sviluppo dell’esaurimento e della tossiemia; esercizi mirati per le articolazioni dopo che sono state liberate dalle infiammazioni e bagni di sole man mano che si procede nel percorso.
L’idrotermofangoterapia è importantissima: acqua fredda e tiepida alternata (maniluvi o pediluvi) e impacchi di argilla o terra hanno lo scopo di eliminare le infiammazioni articolari, estraendo le tossine dai pori della pelle. I cataplasmi di terra andrebbero fatti anche nell’addome per tutta la notte!
Una dieta appropriata di frutta e verdura, con quantità moderate di proteine vegetali e carboidrati rigorosamente integrali, eliminando qualsiasi combinazione incompatibile, è essenziale per la guarigione e il mantenimento della salute.
Gli alimenti dovrebbero essere mangiati crudi, proprio per apportare tutti i micro-nutrienti basilari (vitamine, minerali colloidali, enzimi, antiossidanti, ecc.) e per meglio alcalinizzare e de-acidificare tutti i tessuti. Abbiamo detto prima che lo stato normale di una persona con l’artrite è l’acidosi, e uno stato di acidità è il terreno perfetto per qualsiasi malattia, artrite e cancro inclusi.
dottor Herbert SheltonIl dottor Herbert Shelton consigliava di mangiare per lo meno l’80% di cibo che nelle reazioni metaboliche è alcalino, cioè cibo crudo, e un 20% di cibo vegetale pacificante, cioè cotto.
Oltre a ciò, è importante l’eliminazione totale dalla propria dieta di tutti gli zuccheri e i cereali raffinati: avvelenano, intossicano e iper-acidificano l’organismo, bruciando energia vitale.
Tutte le persone con artrite non sopportano bene lo zucchero, a causa di una debolezza metabolica.
Fondamentale è abituarsi a mangiare secondo le corrette combinazioni alimentari, quindi evitando per esempio amidi con zuccheri (dolci) e mangiando nelle corrette sequenze alimentari, cioè partendo sempre con il cibo crudo e terminando con quello cotto.
La masticazione gioca un ruolo centrale in tutte le malattie, perché la prima importantissima digestione avviene nel laboratorio alchemico del corpo: la bocca. Questo è tanto più veritiero e importante quanto più mastichiamo i carboidrati (cereali, patate, ecc.) infatti la Natura non a caso ha messo l’enzima per la digestione degli amidi (amilasi detta ptialina) nella saliva della bocca!
Altro importante suggerimento è quello di bere lontano dai pasti: mezz’ora prima e almeno 3 ore dopo, il tutto per non indebolire e prolungare i processi digestivi diluendo i succhi gastrici.
La cura del limone è basilare per fluidificare, sgrassare e disinfettare sia il sangue che le articolazioni nutrite da esso.
Per concludere, la regola principale nell’artrite e in tutte le malattie è la seguente: quando la qualità del cibo introdotto nel corpo è di qualità migliore rispetto ai tessuti che compongono il corpo stesso, allora l’organismo comincerà a scartare il basso grado di materiali in modo da costruirne dei nuovi e più sani.
Questo è il modo di lavorare della Natura.
– Aspetto spirituale
Siamo esseri spirituali complessi, cioè costituti da un corpo fisco, un’anima e uno spirito.
L’alimentazione si essenzialmente della parte materiale ma non è l’unica strada.
artrite 3 TossiemiaSecondo una visione più sottile, la persona che soffre di artrite ha tendenzialmente una natura determinata ed ostinata. Spesso ha anche una mente e dei pensieri inflessibili, rigidi, esattamente come la rigidità che manifestano le giunture.
Questa rigidità è anche spesso combinata con una facile irritabilità (che può essere indotta da dolori e fastidi articolari) che sfocia nell’esaurimento delle energie vitali, oltre ad essere una condizione pro infiammatoria.
Pertanto, se si vuole sfruttare l’occasione per autoeducarsi e crescere dal punto di vista evolutivo e spirituale, potrebbe essere utile andare a lavorare anche nella comprensione di questa eventuale rigidità mentale e/o comportamentale…
Dr. Ulric Williams“Alcuni anni fa c’era virtualmente una sola causa di malattia: il modo di vivere insano della gente. Ora ci sono due cause, e la peggiore consiste nei moderni sforzi medico-scientifici di prevenzione e cura” – dottor Ulric Williams
Marcello Pamio

sabato 2 novembre 2019

Questa bicicletta produce in un'ora energia elettrica per tutta la casa



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Questa straordinaria invenzione permetterà, con una sola ora di pedalata, di produrre energia elettrica sufficiente per alimentare la propria casa per un giorno intero.

Il progetto arriva da Manoj Bhargav,  miliardario statunitense di origine indiana,  che ha realizzato questa bicicletta stazionaria pensata per i tre miliardi di persone che nel mondo non hanno l'elettricità.
  La bici si chiama «
Free Electric», e le prime 10mila unità saranno distribuite in India all'inizio dell'anno prossimo

La bicicletta in questione avrà un costo iniziale di 100 dollari, facile da riparare e soprattutto genera energia pulita.

Ma Manoj Bhargav non è solo un ottimo inventore, ma sopratutto un ESSERE UMANO che pensa al prossimo come fosse se stesso e dichiara: «Se si dispone di ricchezza, è un dovere aiutare chi non ne ha»

Bhargava inoltre ha già annunciato l'intenzione di donare il 99% dei suoi averi.  «La consapevolezza non riduce l'inquinamento e non fa crescere il cibo. Per fare ciò occorre agire». L'obiettivo, sottolinea, è «fare la differenza nella vita delle persone, non solo parlarne».

Se i miliardari fossero tutti come lui...

Daniele Reale



venerdì 1 novembre 2019

Succo di carote e malattie degenerative



A seconda della condizione dell’individuo, il succo fresco di carota può essere assunto indefinitamente in qualsiasi quantità ragionevole, da mezzo a tre o quattro litri al giorno. Contribuisce a normalizzare l’intero organismo. E’ la più ricca fonte di vitamina A che il corpo possa rapidamente assimilare e costituisce anche un ampio rifornimento di vitamine B, C, D, E, G, E e K. Aiuta a promuovere l’appetito ed è un aiuto per la digestione.

È un valido aiuto nel miglioramento e mantenimento della struttura ossea dei denti.

Le madri che allattano dovrebbero bere molto succo di carota fresco, adeguatamente preparato, per migliorare la qualità del loro latte, perché il latte materno può in determinate circostanze non fornire sufficienti alimenti vitali. Durante gli ultimi mesi di gravidanza, il succo fresco di carote, preso in quantità sufficiente, tende a ridurre le possibilità di sepsi puerperale al momento del parto. Mezzo litro di succo di carota, ogni giorno, ha un reale valore nutritivo più di qualsiasi quantità di compresse di calcio inorganico che si possa ingerire in una giornata..

Il succo di fresco carota è un solvente naturale per ulcere e tumori. Rende più resistenti alle infezioni, migliora il funzionamento delle ghiandole surrenali. Aiuta a prevenire le infezioni agli occhi e alla gola così come alle tonsille, ai seni nasali e alle vie respiratorie in generale. Inoltre protegge il sistema nervoso e non ha eguali nell’aumentare il vigore e la vitalità.

Malattie intestinali e del fegato sono a volte il risultato della mancanza di alcuni degli elementi come quelli contenuti nel succo fresco di carote adeguatamente preparato. Quando questo è il caso, bevendo giornalmente succo di carote può avvenire una notevole pulizia del fegato, e si può notare che il materiale che lo intasava viene dissolto. Spesso queste scorie vengono rilasciate in modo così abbondante che le vie intestinali e urinarie non sono sufficienti a causa di questo eccesso, e in modo perfettamente naturale vengono passate nella linfa per l’eliminazione attraverso i pori della pelle. A volte queste tossine uscendo danno alla pelle una colorazione giallo-arancio.

Ogni volta che una simile colorazione avviene dopo aver bevuto succhi di carota o altri vegetali, è un’indicazione che il fegato sta effettuando una necessaria pulizia.

Non è il succo di carota né il carotene che passa attraverso la pelle e la colora di giallo, in quanto questa colorazione avverrebbe anche se il succo venisse filtrato al punto di eliminare i pigmenti arancione. E’ praticamente impossibile per il pigmento della carota uscire attraverso la pelle come sarebbe impossibile per il pigmento rosso della barbabietola colorarla di rosso o per la clorofilla dei vegetali a foglia verde darle un colore come quella di Hulk.

In ogni caso, non è forse meglio avere una pelle sana e satinata, anche se temporaneamente con una leggera ombra color carota, piuttosto che avere una carnagione che, insieme con i suoi brufoli e altre imperfezioni, pubblicizza la condizione malsana del corpo?

Invece di diventare angustiati per la comparsa di discromie cutanee, che in ogni caso scompariranno man man che il fegato si disintossica, dovremmo essere gratificati dal fatto che la disintegrazione del fegato è stato interrotta o impedito con l’uso di questi succhi di frutta.

Questa colorazione può tuttavia essere attenuata rallentando il processo di disintossicazione cambiando o aggiungendo altri succhi a quel particolare succo che causa un tale rapida attività pulizia.

Anche la mancanza di sufficiente riposo, il sonno e il superlavoro possono influire sul colore della pelle.

Le ghiandole endocrine, in particolare le ghiandole surrenali e le gonadi, richiedono elementi nutritivi che sono presenti anche nel succo di carota fresco. La sterilità è talvolta superata con il suo utilizzo. La causa della sterilità è stata associata anche all’uso continuo di alimenti in cui sono stati distrutti gli atomi e gli enzimi dalla cottura o dalla pastorizzazione.

Pelle secca, dermatiti, e macchie della pelle sono dovute ad una carenza nel corpo di alcuni di questi elementi nutritivi contenuti nel succo di carota. La carenza di questi elementi nutritivi è anche un fattore di problemi agli occhi, come oftalmia, congiuntivite, ecc

Se correttamente estratto, non centrifugato, da carote di buona qualità, il succo fresco di carota è molto ricco di vitali elementi alcalini organici di sodio e potassio. Inoltre dà un buon apporto di calcio, magnesio e ferro, mentre elementi vitali organici come fosforo, zolfo, silicio, e cloro sono perfettamente bilanciati con i precedenti.

Come aiuto per dissolvere ulcere e cancro, il succo fresco di carote si è dimostrato miracoloso. Si è riscontrato tuttavia che è essenziale che venga adeguatamente estratto e che ogni traccia di zuccheri, amido e farinacei di ogni genere vengano completamente eliminati dalla dieta.

Una delle cause più insidiose di ulcere e cancro è stata scoperta nel risentimento che albergava nell’animo del malato da lungo tempo, troppo, spesso fin dall’infanzia. A meno che il risentimento non venga completamente dissolto, abbandonato, questo sentimento negativo può vanificare i tentativi di aiutare il paziente.

Succede a volte, dopo aver bevuto grandi quantità di succo di carota, che si sperimentino reazioni o qualche disagio. Questa è una sequenza perfettamente naturale, è un’indicazione che la Natura ha iniziato a fare le pulizie di casa nel corpo e che questo succo di frutta è l’attrezzo più necessario per questo scopo.

Alcune persone affermano che i succhi non vanno bene per loro, dimostrando mancanza di comprensione, dato che un succo non è né più né meno che la migliore qualità di acqua organica e il tipo di nutrimento che contiene elementi nutritivi di cui il corpo ha bisogno. Se il succo è fresco ed è stato ottenuto con un estrattore e non una centrifuga non c’è nulla che possa fare, neanche immaginando con lo sforzo più selvaggio, se non fornire gli enzimi, gli atomi vitali, e l’acqua vitale organica che le cellule del corpo e i tessuti affamati bramano e reclamano.





Quando siamo abbattuti per la stanchezza, l’angoscia, o disturbi di varia natura dipende spesso dal fatto che il colon è responsabile di più guai e mali all’interno del nostro corpo di tutte le altre cause e condizioni messe insieme. E’ assolutamente impossibile che il colon si sviluppi normalmente e funzioni correttamente quando ci si nutre in gran parte o interamente di cibi cotti e lavorati. Pertanto è quasi impossibile trovare molti colon che siano perfetti.

Se si ritiene che il colon possa avere parte nelle condizioni di salute in cui ci troviamo, il nostro primo passo sarebbe di fare una serie di irrigazioni del colon, se possibile, o almeno, un certo numero di clisteri. I succhi vegetali freschi avrebbero poi maggiori opportunità di portare a termine i processi di rigenerazione. Il succo migliore per il colon è la combinazione carota e spinaci.

Molte persone non hanno la più vaga idea di cosa sia colon né come è fatto o dove si trova nel corpo. Questa immagine può darne un’idea.

La quantità di succhi necessari per il corpo si basa sulla loro qualità. Di solito ci vorrà una quantità assai maggiore di succhi estratti per azione centrifuga per ottenere i risultati ottenuti da succhi ottenuti con un estrattore a movimento lento.

I succhi sono il nutrimento migliore che possiamo ottenere, e se continuiamo a berne ogni giorno fintanto che viviamo è probabile che vivremo una vita più sana e molto più lunga di quanto sarebbe possibile senza berli.

Il succo di carota è composto da una combinazione di elementi che alimentano l’intero organismo, contribuendo a normalizzare il suo peso, come pure l’equilibrio biochimico.

Nutre il sistema ottico in particolare, come dimostra un esperimento con molti giovani che hanno presentato domanda di ammissione come piloti alle scuole dell’esercito e della marina, ma sono stati respinti al loro primo esame fisico a causa di difetti della vista. Poche settimane più tardi, dopo aver bevuto in abbondanza succo di carota fresco ogni giorno, sono stati esaminati di nuovo. Per la quasi totalità sono stati accettati avendo il requisito della perfezione della vista.

Se questo dovesse accadere una sola volta, sarebbe senza dubbio considerato un fenomeno occasionale. Se dovesse accadere solo due volte, sarebbe considerata una coincidenza. Quando accade più volte però, c’è sicuramente una ragione sufficiente per porre dubbi che possano essere delle coincidenze. E’ un fatto, non importa se la scienza lo convalidi o meno.

Non meno efficace è il succo fresco di carota per il trattamento di ulcere e tumori. Tessuti emaciati da tali devastazioni insidiose classificati come ulcere e tumori, sono stati di nuovo nutriti fino a raggiungere una condizione più sana con l’uso abbondante di succo di carota come alimento principale di un menù accuratamente selezionato di frutta e verdure crude.

I profani hanno generalmente soggezione, paura, e rimangono perplessi al solo pensiero di queste malattie degenerative, eppure la loro causa e la progressione è molto semplice da capire. A causa della carenza di atomi vivi nel cibo che le persone mangiano nella società attuale, le cellule del corpo affamate e mezze morte di fame, incapaci di funzionare correttamente ed efficacemente nel modo che sono destinate a farlo, si ribellano e diventano disorganizzate. Non essendo del tutto morte queste cellule si liberano dal loro ancoraggio (in senso figurato), e fluttuano intorno fino a trovare una qualsiasi posizione all’interno del corpo dove si possono raggruppare. In un corpo più o meno vivo che soffre per la malnutrizione a causa di cibi cotti, preconfezionati, pieni di additivi chimici, ci sono un sacco di aree in cui la resistenza protettiva è bassa.

Non dobbiamo concludere che ulcere e cancro siano soltanto conseguenze di malfunzionamenti del corpo fisico. Questi e molti altri disturbi possono derivare da risentimenti di tutta una vita, dallo stress causato da stati d’animo come gelosia, paura, odio, preoccupazione, frustrazione, e altri intangibili impedimenti. Sono le prime cose che devono essere risolte e bandite. Tuttavia non dobbiamo trascurare il fatto che la malnutrizione e l’incapacità di mantenere l’organismo nel miglior stato possibile di pulizia, dentro e fuori e mentalmente, possono senz’altro essere fattori che contribuiscono all’insorgenza della malattia.

Sulla base di questa premessa e di quanto osservato nel corso degli anni, la ricerca della causa del cancro non va fatta nel campo della speculazione fantasiosa di esperimenti incontrollabili con sostanze chimiche. Occorre invece considerare che la causa è costituita dalla mancanza di vita negli atomi e dalla presenza di additivi chimici tossici, per quanto legalmente dichiarati innocui, nel cibo che mangiamo. Più intelligentemente, la ricerca di una cura dovrebbe portare alla pulizia del corpo, alla rimozione di rifiuti e dei veleni da essi prodotti così che non interferiscano con i processi di guarigione della Natura.

Fornire il corpo con abbondanza dei più vitali atomi disponibili per la rigenerazione delle cellule consentirebbe ai tessuti di rafforzare la resistenza contro un’ulteriore degenerazione e poi di procedere con la rigenerazione ricostruttiva.

Prima ci rendiamo conto che non un singolo organo del corpo umano agisce meccanicamente o automaticamente, senza alcuna relazione con il corpo nel suo complesso, tanto prima saremo in grado di controllare le funzioni dell’organismo.

Quasi nessuno sa quale forma di intelligenza le varie parti dell’organismo umano posseggano né quale sia il loro modo di operare, ma sappiamo che una qualche forma di intelligenza intrinseca cerca di proteggere ogni ghiandola, osso, nervo e muscolo del corpo nonostante tutto ciò che l’uomo fa, di solito per mancanza di conoscenza, per distruggere sé stesso attraverso il cibo che mangia.

La ricerca della causa di qualsiasi malattia o disturbo dovrebbe portarci agli scaffali dei prodotti confezionati, delle farine, dello zucchero, dei dolci e alle fabbriche di bibite gasate. Si dovrebbero indagare i prodotti che contengono gli atomi di morti che la civiltà moderna ha tentato di sviluppare come cibo e nutrimento per il corpo umano. Non possiamo avere la vita e la morte allo tempo e a nessun cibo confezionato è consentito dai governi di essere venduto a meno che ogni traccia di vita nel cibo non sia stata completamente distrutta, perché altrimenti si deteriorerebbe prima di arrivare sulla tavola del consumatore. Nessun pane sfornato o qualsiasi farinaceo viene mangiato prima che non sia passato attraverso il calore della cottura che distrugge qualsiasi elemento vitale che avrebbe potuto essere presente. Negli annunci pubblicitari di prodotti confezionati si legge spesso che sono aggiunti vitamine e minerali, ma sono stati aggiunti solo altri atomi morti.

Analizzando la situazione alimentare sotto questi aspetti, è ovvio che sia che siamo in grado oppure no di vivere di tutti gli alimenti crudi vivi a causa di scelte, dell’ambiente o delle circostanze, l’uso di una varietà abbondante di succhi freschi di frutta e verdura è fondamentalmente essenziale. I succhi vegetali sono i costruttori del corpo, mentre i succhi di frutta sono principalmente i detergenti del corpo. I primi contengono una proporzione maggiore di elementi proteici, mentre i secondi contengono una percentuale maggiore di carboidrati. Quelli sono veri carboidrati, non la pasta, la pizza o altri farinacei che vengono erroneamente chiamati carboidrati quando in realtà sono amidi.

E’ interessante sapere, ma probabilmente non redditizio per le fondazioni per la cura del cancro e altre simili, che le persone che vivono esclusivamente di cibi crudi freschi integrati con un volume sufficiente e varietà di succhi freschi di frutta e verdura, raramente sviluppano tumori.

Questa linea di condotta è già portata avanti con successo da anni da coloro che cercano e accettano l’aiuto della Natura, può essere molto sconcertante per alcuni scienziati, ma senza dubbio è estremamente vantaggiosa per i malati.
NON SOLO CROMOPUNTURA : Succo di carote e malattie degenerative